TARTUFO BIANCO (TUBER MAGNATUM PICO)
Il tartufo bianco è il più grande tra i tartufi: raggiunge
le dimensione di una grossa mela e, ogni anno, si raccolgono pochi esemplari
che superano, anche abbondantemente il chilogrammo.
Il suo profumo inteso ed il sapore gradevole lo fanno considerare il più
pregiato tra i tartufi. E’ reperibile solo nella tarda estate, in
autunno e all’inizio dell’inverno, sotto querce, salici, tigli
e pioppi, in terreni con umidità abbastanza elevata anche nel periodo
estivo.
L’area di produzione del Tuber Magnatum Pico in Piemonte è
concentrata soprattutto nelle Langhe, nel Monferrato e nel Roero, anche
se vi sono stati dei ritrovamenti anche nell’alessandrino e sulle
colline torinesi.
LUMACHE DI CHERASCO (DI PIANURA)
Si tratta di lumache allevate in aziende generalmente della pianura
o della collina piemontese. Nella regione vi sono ca. 850 aziende che
allevano lumache su di una dimensione complessiva di ca. 700 ha. La
sede dell’associazione degli elicicoltori e relativo Istituto
è situata a Cherasco in provincia di Cuneo.
CARDO GOBBO DI NIZZA MONFERRATO
Il cardo, ortaggio diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, ha trovato,
nell’area della Valle Belbo, tra Nizza Monferrato e Castelnuovo
Belbo, le condizioni ideali per la coltivazione. Infatti, i terreni
sabbiosi ed alluvionali, che costeggiano il fiume Belbo ed i suoi affluenti,
consentono la produzione di cardi di eccellente qualità.
L’imbianchimento del cardo di Nizza Monferrato è un’operazione
molto onerosa e caratteristica che avviene esclusivamente sotto terra.
Allo scopo, almeno 20 giorni prima della raccolta, le piante devono
essere legate a ciuffo, quindi, si scava un solco laterale alla fila
della profondità di 10-15 cm in cui la pianta viene adagiata
senza lesionarne le radici e ricoperta con uno strato di terreno di
5-15 cm avendo cura di lasciare scoperta la parte distale delle foglie.
La raccolta del cardo che inizia della prima decade di ottobre si effettua
manualmente.
Il cardo nicese è ottimo consumato crudo con la “bagna
cauda”, salsa tradizionale piemontese che ha come ingredienti
acciughe, aglio e olio.
ROBIOLA DI COCCONATO
Formaggio molle a pasta bianca, senza crosta, prodotto con latte crudo
intero di vacca. L’esterno è più consistente, mentre
la parte interna è cremosa. Gusto dolce, leggermente acido. Forma
cilindrica. Diametro 14 cm. Scalzo 1- 1,5 cm. Peso 350-400 g.
Prodotti in alcuni caseifici artigianali di Cocconato d'Asti.
SEIRASS (SAIRASS) DI LATTE
E'
una ricotta piemontese dal colore bianco, candido. Consistenza
leggera, grana finissima, sierosa. La forma caratteristica è
conica, dovuta al sacchetto di stoffa nel quale si fanno scolare i fiocchi
di cagliata.
MOSTARDA D’UVA O “COGNÀ
La mostarda d’uva è il prodotto costituito da mosto d’uva
cotto cui viene aggiunta frutta di stagione; essa assume la consistenza
di una confettura e il colore scuro è dovuto all’uso del
mosto (le uve più comuni utilizzate sono: barbera, dolcetto,
nebbiolo e moscato). Non è assolutamente piccante. Si gusta con
polenta, bolliti e formaggi.
La lavorazione è laboriosa. Si parte dal mosto che si deve ridurre
sino ad un terzo mediante lenta evaporazione. Quindi, si aggiungono
i frutti di fine stagione (ottobre, novembre) a pezzi grossolani: mele
cotogne, zucca, pere, fichi, prugne, noci, nocciole tostate, scorza
d’arancia e di limone;la mondatura della frutta viene fatta manualmente.
Si fa cuocere ancora per 4/5 ore sino ad amalgamare il tutto.
TORRONE ASTI
Il Torrone Asti viene prodotto con i seguenti ingredienti: nocciole,
sciroppo di glucosio, miele, zucchero semolato, albume, vanillina ed
ostie (farina).
Prima dell’aggiunta delle nocciole, il prodotto base (sciroppo
di glucosio, miele, zucchero, albume), previa agitazione per aumentarne
il volume, deve essere sottoposto a cottura fino a completa eliminazione
dell’umidità e comunque per un periodo non inferiore a
6 ore.
Il Torrone Asti viene prodotto esclusivamente nel tipo “friabile”
e non viene sottoposto a nessuna ricopertura. Le caratteristiche peculiari
di questo torrone sono date dai suoi ingredienti di base: nocciole e
miele.
Le nocciole normalmente usate per il Torrone Asti appartengono al tipo
“Toda Gentile delle Langhe”, cui è stata conferita
l’Indicazione Geografia Protetta (IGP) con la denominazione “Nocciola
del Piemonte”.
Per il “Torrone Asti” è stata presentata istanza
di riconoscimento dell’attestazione comunitaria IGP da parte della
ditta Barbero. La comunicazione di tale richiesta è stata pubblicata
sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.
BACI DI CHERASCO
I Baci di Cherasco sono confetti di cioccolato fondente con nocciole
(varietà Tonda Gentile delle Langhe) tostate e frammentate, e
burro di cacao.
GRISSINO RUBATÀ
Gli ingredienti del grissino Rubatà (Ghersin Robatà) sono:
farina di grano tenero 0 oppure 00, acqua, lievito e sale. Per questo
tipo di grissino, il filoncino verrà allungato tramite arrotolamento
per compressione manuale sul tavolo da lavoro (soltanto sino a 40 cm
circa). Sull’impasto rimarranno, pertanto, le impronte delle dita
del grissiniere e, inoltre, i grissini non vengono frammentati dopo
la cottura.
Il termine Rubatà deriva da Robat: attrezzo agricolo d’un
tempo, munito di un grosso cilindro di legno, che trainato sul terreno
lavorato lo spianava per compressione.
Pertanto Rubatà sta a significare una particolare foggiatura
del grissino, ottenuta per arrotolamento, da compressione manuale sul
tavolo di lavoro.
I Grissini Rubatà sono prodotti tradizionali di Chieri (Torino),
Andezeno (Torino) e del Monregalese (Cuneo).
Il termine grissino deriva da “grissia” o “gherssa”
il pane, un tempo, a forma allungata e stretta, usato in tutto il Piemonte,
simile all’attuale bagette francese. Esasperando la forma allungata
del pane e assottigliandola sempre più, è nato il grissino;
la paternità è, tutt’oggi, molto discussa; di certo
fece la comparsa alla metà del 1600.
POLENTINA ASTIGIANA
Si tratta di una torta simile al Pan di Spagna ma arricchita da altri
componenti.
Gli ingredienti per la preparazione della “Polentina Astigiana”
sono:
farina, zucchero,uova, burro, mandorle, uvetta, maraschino.
Agnolotti alla moda piemontese
Classico primo piatto, soprattutto dei giorni di festa, costituito da
pasta ripiena a forma di quadrato. La pasta viene impastata a mano usando
semplici ingredienti : farina, uova, olio, sale. Per il ripieno vi sono
varie ricette. La più tipica è con polpa di vitello, polpa
di maiale, uovo, rosmarino, alloro, aglio, parmigiano scarola lessa
e sale. I condimenti sono anche vari… dal sugo d’arrosto,
al sugo burro e salvia, al sugo al ragu’.
Vitello tonnato
Antipasto della tradizione, servito
freddo fatto con la parte del vitello chiamata tondino.
Il tondino viene fatto bollire con i sapori e lasciato raffreddare,
dopo di che viene tagliato sottile a fettine e sopra viene posta la
salsa tonnata che viene fatta aggiungendo capperi e tonno alla maionese
tradizionale.
Brasato Al Barolo
Secondo di carne arrostita dopo una lunga macerazione nel vino barolo
(
si puo’ usare anche il barbera è il nebbiolo).
Punto di forza di questo piatto è l’ottima carne di vitello
della cosiddetta “razza piemontese” che viene fatta marinare
per una notte intera nel vino e poi viene cotta con gli aromi a fuoco
lento. Questo piatto può essere accompagnato da un contorno di
polenta o purè.
Bagna cauda
Piatto unico costituito da un bagnetto caldo realizzato con la lenta
cotttura in pentola
di terracotta (circa un’ora) di acciughe,
aglio ed olio. Formata la “bagna” la grande pentola viene
posta in mezzo al tavolo e versata in terrine più piccole dotate
di candela sottostante per mantenere calda la salsa durante il pasto.
Ogni commensale avrà a disposizione verdure di stagione (peperoni,cardi,
indivia, patate e cipolle cotte,etc.) da poter intingere nella bagna
cauda.